AMP “ISOLE PALEGIE”, ente gestore Comune di Lampedusa e Linosa

area-marina-protettaL’Arcipelago delle Pelagie, “isole d’alto mare”, è situato nel Canale di Sicilia e si affaccia nel grande Golfo della Sirte, ad una distanza di 105 miglia marine (195 km) dalle coste della Sicilia e 65 miglia marine (120 km) da quelle della Tunisia. Lampedusa è la più grande delle isole dell’Arcipelago delle Pelagie con un estensione di 20,2 kmq e uno sviluppo costiero di 36 km; Linosa è d’origine vulcanica estesa per 5,3 kmq compresi nel perimetro di circa 11 km. Lampione è un isolotto disabitato con superficie di circa 1,2 kmq.
L’isola di Lampedusa è un tavolato calcareo digradante da Nord-Ovest a Sud-Est; la costa settentrionale è alta e scoscesa, caratterizzata da falesie, mentre quella orientale e meridionale si presenta molto frastagliata con alternanza di falesie, ripe e piccole spiagge sabbiose  (cale). Il paesaggio di Linosa è caratterizzato da tre monti che delimitano una conca centrale detta “fossa del cappellano”, fondo craterico residuo di un più grande e complesso vulcano. I principali coni vulcanici tuttora esistenti e inattivi sono Monte Nero a ovest (106 m), Monte Vulcano a sud-est (195 m), Monte Rosso a nord-est (186 m). Lampione è un isolotto calcareo, inclinato, con scogliere a picco sul mare che raggiungono un’altezza massima di 36 metri.
L’Area Marina Protetta Isole Pelagie interessa le tre isole e riguarda un’area di 4.136 ettari. La sua storia inizia nel 2002, anno di istituzione, e fonda il proprio obiettivo prioritario nella protezione della flora, la vegetazione marina, la fauna con particolare riguardo a rettili e mammiferi marini e nella tutela delle risorse biologiche e geomorfologiche dell’area.
Custodisce un patrimonio per la biodiversità del Mediterraneo e

L’Arcipelago delle Pelagie, “isole d’alto mare”, è situato nel Canale di Sicilia e si affaccia nel grande Golfo della Sirte, ad una distanza di 105 miglia marine (195 km) dalle coste della Sicilia e 65 miglia marine (120 km) da quelle della Tunisia. Lampedusa è la più grande delle isole dell’Arcipelago delle Pelagie con un estensione di 20,2 kmq e uno sviluppo costiero di 36 km; Linosa è d’origine vulcanica estesa per 5,3 kmq compresi nel perimetro di circa 11 km. Lampione è un isolotto disabitato con superficie di circa 1,2 kmq.
L’isola di Lampedusa è un tavolato calcareo digradante da Nord-Ovest a Sud-Est; la costa settentrionale è alta e scoscesa, caratterizzata da falesie, mentre quella orientale e meridionale si presenta molto frastagliata con alternanza di falesie, ripe e piccole spiagge sabbiose (cale). Il paesaggio di Linosa è caratterizzato da tre monti che delimitano una conca centrale detta “fossa del cappellano”, fondo craterico residuo di un più grande e complesso vulcano. I principali coni vulcanici tuttora esistenti e inattivi sono Monte Nero a ovest (106 m), Monte Vulcano a sud-est (195 m), Monte Rosso a nord-est (186 m). Lampione è un isolotto calcareo, inclinato, con scogliere a picco sul mare che raggiungono un’altezza massima di 36 metri.

L’Area Marina Protetta Isole Pelagie interessa le tre isole e riguarda un’area di 4.136 ettari. La sua storia inizia nel 2002, anno di istituzione, e fonda il proprio obiettivo prioritario nella protezione della flora, la vegetazione marina, la fauna con particolare riguardo a rettili e mammiferi marini e nella tutela delle risorse biologiche e geomorfologiche dell’area.
Custodisce un patrimonio per la biodiversità del Mediterraneo e un baluardo per la tutela delle specie d’importanza conservazionistica quali i cetacei Tursiops truncatus (tursiope), Delphinus delphis (delfino comune), Stenella coeruleoalba (stenella) e Balaenoptera physalus (balenottera comune) e le tartarughe marine della specie Caretta caretta che regolarmente nidificano sulle spiagge di Lampedusa (Spiaggia dell’Isola dei Conigli) e Linosa (Spiaggia di Pozzolana di Ponente). Nelle acque che circondano l’isolotto di Lampione da diversi anni è documentata la presenza stagionale estiva dello squalo grigio (Carcharhinus plumbeus).
Le Isole Pelagie, per la loro posizione geografica al centro del Mediterraneo, sono un punto di unione e convivenza di flore e faune del bacino orientale, più caldo, e di quello occidentale, influenzato dalle correnti atlantiche. Le tre isole concentrano una diversificazione di habitat marino costieri di grande importanza ecologica. Il paesaggio subacqueo è definito da vaste praterie di Posidonia oceanica ben sviluppata, e in buono stato di conservazione; sopra le foglie di Posidonia vivono gruppi di salpe e castagnole; sul fondale roccioso è facile osservare diverse specie di labridi (donzella, donzella pavonina, tordo pavone etc.), sparidi (sarago maggiore, sarago fasciato, orata, occhiata etc.), pesci pappagallo, triglie e piccoli serranidi come lo sciarrano e la perchia già a bassa profondità. Altrettanto comuni sono i pesci di grossa taglia come le cernie, le leccie stelle, le ricciole e pesci di tana come murene e gronghi. In profondità le pareti rocciose sono colonizzate da bellissimi spirografi, ricci diadema, falsi coralli e madrepore pagnotta e abitate da magnose, paguri, vermocani e nudibranchi.

Il litorale è disseminato di grotte: molto interessanti sono le decine di grotte semisommerse dov’è facile vedere le madrepore arancioni della specie Astroides calycularis a pochi centimetri di profondità. In immersione si possono apprezzare le numerose grotte popolate da spugne e alghe calcaree, le aragoste e i trigoni.

Il Comune di Lampedusa e Linosa ha avuto affidata nel 2003 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare la gestione dell’Area Marina Protetta “Isole Pelagie”, che persegue le seguenti finalità:
a) protezione ambientale dell’area marina, della flora, della fauna e della vegetazione marina (con particolare riguardo ai mammiferi e rettili);
b) tutela e valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona;
c) diffusione e divulgazione della conoscenze sull’ecologia e la biologia degli ambienti marini e costieri dell’area marina protetta;
d) promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con i valori naturalistici ed ambientali dell’area, anche privilegiando le attività tradizionali locali già presenti. Nell’ambito dell’azione di promozione di uno sviluppo compatibile con le predette finalità, la disciplina delle attività relative alla canalizzazione dei flussi turistici, alle visite guidate e ai mezzi di trasporto collettivi potrà prevedere che le predette attività vengano svolte prioritariamente o esclusivamente dai cittadini residenti e da imprese aventi sede nel Comune ricadente nell’area marina protetta.
L’Area Marina Protetta “Isole Pelagie” svolge regolarmente attività di vigilanza dello stato di salute degli ambienti marini e degli impatti provocati dalle attività antropiche (pressione nautica e balneare, attività di pesca) ed effettua in collaborazione con Università ed Enti di ricerca programmi di studio nei settori dell’ecologia, della biologia marina e della tutela ambientale.

Nel progetto “TERRAMARE” il Comune Ente Gestore dell’Area Marina Protetta “Isole Pelagie” è direttamente coinvolto nelle azioni di strutturazione e tutela dell’area marina protetta, ed in particolare nella realizzazione degli itinerari subacquei, nel coordinamento delle azioni per il riorientamento della fruizione balneare verso forme compatibili nelle spiagge dell’isola, nella realizzazione della mostra espositiva sulle migrazioni della fauna marina. Inoltre il Comune provvederà all’acquisto dei materiali e delle attrezzature per la gestione del rischio ambientale costiero, che verranno poi affidate ai gruppi operativi locali, e alla sistemazione dell’infopoint ubicato all’accesso della Baia dei Conigli. Il Comune apporterà nel progetto il proprio duplice ruolo di ente gestore di area naturale protetta (con un’esperienza ormai più che decennale) e di amministrazione comunale direttamente coinvolta nelle azioni di coinvolgimento della comunità locale e di promozione di sviluppo sostenibile locale, supportando il capofila nelle azioni di coordinamento e gestione.

Croce Rossa Italiana

criLa Croce Rossa Italiana è un ente di diritto pubblico, ausiliario dei pubblici poteri del settore umanitario, posto sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e, in virtù del Decreto Legislativo 28 settembre 2012, n. 178, è autorizzata – tra le altre – ad esercitare le seguenti attività d’interesse pubblico:

  • promuovere e diffondere, nel rispetto della normativa vigente, l’educazione sanitaria, la cultura della protezione civile e dell’assistenza alla personadiffondere e promuovere i principi e gli istituti del Diritto Internazionale Umanitario nonché i principi umanitari ai quali si ispira il Movimento;
  • promuovere la diffusione della coscienza trasfusionale e della cultura della donazione di sangue, organi e tessuti tra la popolazione e organizzare i donatori volontari, nel rispetto della normativa vigente e delle norme statutarie;
  • svolgere, ai sensi dell’articolo 1, comma 2-bis, della legge 3 aprile 2001, n. 120, e successive modificazioni, nell’ambito della programmazione regionale ed in conformità alle disposizioni emanate dalle regioni, attività di formazione per il personale non sanitario e per il personale civile all’uso di dispositivi salvavita in sede extra ospedaliera e rilasciare le relative certificazioni di idoneità all’uso;
  • svolgere, nell’ambito della programmazione regionale ed in conformità alle disposizioni emanate dalle Regioni, attività di formazione professionale, di formazione sociale, sanitaria e sociosanitaria, anche a favore delle altre componenti e strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile;
  • agire quale struttura operativa del servizio nazionale di protezione civile ai sensi dell’art. 11 della legge 24 febbraio 1992 n.225;
  • svolgere attività con i più giovani ed in favore dei più giovani, anche attraverso attività formative presso le scuole di ogni ordine e grado.

La Croce Rossa Italiana è presente sull’intero territorio nazionale con Comitati Regionali, Provinciali e Comitati Locali. I Comitati Regionali CRI sono enti di diritto pubblico, mentre i Comitati Provinciali e Locali hanno  personalità giuridica di diritto privato, senza fini di lucro e disciplinati dal titolo II del libro primo del codice civile.
Il gruppo locale di Croce Rossa Italiana è coinvolto nelle azioni di creazione del gruppo locale di gestione del rischio ambientale marino; ed inoltre si occuperà direttamente – con la collaborazione del capofila e del Comune – delle azioni di riorientamento della fruizione verso forme compatibili nelle spiagge dell’Isola di Lampedusa, attraverso la costituzione di presidi composti da giovani locali che avranno il compito di fornire informazioni ed assistenza alla fruizione balneare.

Centro turistico studentesco e Giovanile

logo-ctsCTS è un’Associazione senza scopo di lucro, costituita il 30/01/1974, con natura culturale e di promozione sociale, che opera a livello nazionale ed internazionale, nel rispetto delle libertà individuali e sulla base dei principi della democrazia e della partecipazione. CTS ha per scopo la protezione, la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione della natura, dell’ambiente e del paesaggio, degli habitat, delle specie animali e vegetali e dei beni culturali; la promozione e lo sviluppo del turismo studentesco e giovanile; promuovere forme di turismo responsabile e compatibile con i principi dello sviluppo sostenibile, i diritti delle popolazioni e delle comunità locali e con la protezione dell’ambiente; favorire la crescita personale e professionale dei giovani e la promozione della loro inclusione sociale e culturale, mediante iniziative volte a favorire l’apprendimento continuo ed esperienziale, l’occupazione, il dialogo interculturale e intergenerazionale, il volontariato e la mobilità. CTS, Associazione Nazionale di promozione sociale, è impegnato in attività di studio e ricerca sul turismo finalizzate alla riduzione dei suoi impatti, consulenza per lo sviluppo di piani, progetti, prodotti, iniziative di turismo sostenibile, sviluppo e applicazione di schemi per il miglioramento e la certificazione delle performance ambientali e di sostenibilità delle imprese turistiche. Attraverso il proprio Centro Studi, CTS si occupa di formazione, attraverso la realizzazione di master post-laurea, corsi di formazione professionale e di specializzazione e attività di orientamento sui temi dell’ambiente e del turismo.

CRTM Linosa
Il Centro Recupero Tartarughe Marine CTS è situato a poca distanza dalla piccola spiaggia della Pozzolana di Ponente a Linosa, uno dei siti di nidificazione per la tartaruga Caretta caretta. Il Centro è uno dei primi realizzati in Italia ed ha al suo attivo più di mille interventi, oltre all’attività di ricerca, conservazione, informazione e sensibilizzazione del pubblico e della popolazione locale. In particolare, per il recupero e la cura di tartarughe in difficoltà, il Centro è dotato di una zona veterinaria attrezzata per la diagnostica (analisi ematologiche, parassitologiche, radiologiche ecc.) e per la chirurgia, di una sala degenza con 10 posti e di una piscina riabilitativa da circa 15.000 litri.
Nel progetto “TERRAMARE” il CTS promuoverà il monitoraggio dell’impatto dei rifiuti marini lungo le coste dell’isola di Linosa ed in particolare sulla fauna marina utilizzando come indicatore biologico le Caretta caretta (nidificanti e catturate accidentalmente dai pescatori). Le attività saranno svolte con il coinvolgimento della cittadinanza, degli operatori turistici, pescatori professionali e turisti. Contestualmente il CTS avvierà per ciascuno dei target sopra indicati un programma di attività di sensibilizzazione e formazione sul funzionamento della App Glance On Surface utilizzata per la segnalazione dei rifiuti e specie protette in mare. Inoltre, per assicurare la continuità del progetto negli anni a seguire, il CTS sarà impegnato nella fondazione di un presidio di residenti per il monitoraggio ambientale dell’isola e nella costituzione di un’associazione locale per la tutela della natura, valorizzazione e promozione turistica di Linosa.

Il Gabbiano

logo-gabbianoLa cooperativa sociale il Gabbiano è stata costituita nell’anno 2006 con l’intento di dedicarsi al sostegno sociale di una particolare categoria di soggetti vulnerabili: i minori. La ferma volontà dei soci di realizzare una “comunità alloggio per minori” ha consentito agli stessi di rendere funzionale una struttura ad Agrigento.
Nel gennaio 2013 finalmente ha avviato l’attività di accoglienza di minori. Sin dall’inizio l’attenzione è stata dedicata ai minori stranieri non accompagnati.
La cooperativa sociale impiega le seguenti figure specialistiche: n. 1 psicologo, n. 5 educatori (3 in più rispetto ai standard richiesti), n. 2 ausiliari (n. 1 in più rispetto agli standard), n. 1 assistente sociale e n. 1 operario/autista (non richiesto dagli standard).
Tutti i lavoratori sono soci della cooperativa, la quale può sempre contare sull’apporto finanziario dei soci (13 soci), richiesto in caso di necessità. La forma cooperativistica rappresenta sicuramente il vero punto di forza della presente iniziativa, per cui tutti i soggetti lavoratori sono soci della cooperativa, ed hanno investito ed investono risorse proprie nella sua realizzazione e gestione.

Le attività sociali della cooperativa sono rappresentate da una serie di iniziative volte a garantire l’integrazione sociale dei minori stranieri non accompagnati; in particolare le attività realizzate dal 2012 riguardano l’erogazione di servizi di educazione, consulenza ed elaborazione bilanci di competenza a favore di richiedenti protezione internazionale oppure umanitaria e la gestione di una comunità alloggio per minori. Il processo di educazione volto all’integrazione sociale degli immigranti è stato svolto sia con attività formativa per l’insegnamento della lingua italiana in collaborazione con l’Istituto Scolastico Quasimodo di Agrigento (istituto scolastico pubblico), che con il Centro di Ascolto e di Accoglienza S.G.M. Tomasi Onlus di  Agrigento (associazione di origine ecclesiastica operante nel settore dell’immigrazione), le azioni di integrazione attraverso politiche attive del lavoro (tirocini di inserimento lavorativo) sono state svolte in collaborazione con la l’I.So.R.S. – Istituto Sociale di Ricerche e Studi e la società di consulenza aziendale Orienta srl (affermata società locale di consulenza per lo start up d’impresa); la pratica sportiva quale veicolo di integrazione sociale è stata portata avanti in collaborazione con l’Associazione Sportiva Dilettantistica ATHENA (scuola calcio a valenza provinciale con oltre 200 iscritti) e la società sportiva AKRAGAS (club militante in serie D in procinto di essere promossa alla serie C).
13902698_274649492915422_89908609944240910_nNel corso del tempo la società Il Gabbiano ha stretto accordi di collaborazione positiva anche con altri soggetti operanti sul territorio (l’Ass. Ambientalista Marevivo, l’Associazione Volontari di Strada, l’Ass. LabMura, la Curia Agrigentina, la Cooperativa Orizzonte, l’Istituto I.Di.Med. Istituto per la promozione e valorizzazione della dieta mediterranea, l’ANCI Sicilia, l’Associazione Acuarinto, l’Ass. Legambiente, ecc.) con cui ha collaborato per portare avanti iniziative di carattere culturale come “La notte bianca nel centro storico di Agrigento”, la giornata “Educ-Azione alla Diversità – Il mio amico di pelle …”,  la “Giornata mondiale del migrante” con una due giorni dal titolo “Dalla tolleranza all’incontro”. Tutte iniziative che hanno visto la partecipazione di varie istituzioni pubbliche e private e che hanno dimostrato la capacità della cooperativa Il Gabbiano di saper creare, gestire, coordinare e comunicare all’esterno eventi ed iniziative legate al sociale ed al tema dell’integrazione degli immigrati.

Il Gabbiano è diretto attuatore per alcune azioni progettuali, quali ad esempio il corso di formazione sulla marine pollution e la connessa azione di informazione e sensibilizzazione (con il coinvolgimento dei migranti e dei minori); gestisce le azioni di comunicazione (creazione del portale web, definizione dell’immagine e della grafica coordinata, realizzazione dell’APP sulla biodiversità delle Isole Pelagie, organizzazione e realizzazione del workshop informativo finale). La cooperativa è inoltre  incaricata delle attività di coordinamento generale, di gestione delle attività amministrative legate al progetto e di valutazione dello stato di avanzamento del progetto, in stretta connessione con i soggetti partner.

Riserva Naturale Isola di Lampedusa Ente gestore Legambiente Sicilia

legambiente-sicilia-logo-300x235La Riserva Naturale “Isola di Lampedusa” è stata istituita dall’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente, ai sensi delle leggi regionali n. 98/81 e n. 14/1988 sulle aree naturali protette. Il processo di tutela fu sollecitato dalle associazioni ambientaliste, dall’Amministrazione Comunale di Lampedusa, dalle Università e da una grande petizione popolare, che hanno fatto emergere l’esigenza di conservare un patrimonio ambientale di grande valore, di cui la spiaggia dei Conigli ed il fenomeno dell’ovodeposizione delle tartarughe marine rappresentano l’espressione più nota.

Finalità della Riserva Naturale “Isola di Lampedusa” è la conservazione degli ambienti naturali in cui ricadono le espressioni più interessanti della flora e della vegetazione: le stazioni di Caralluma europaea, le uniche esistenti in Italia, e quelle di Centaurea acaulis, nota solo per Lampedusa e la Sicilia; l’unica stazione italiana di Macroprotodon mauritanicus e Malpolon insignitus; la colonia nidificante di Phalacrocorax aristotelis ed un’importante componente di endemismi dell’entomofauna. L’area costituisce inoltre l’unica stazione italiana di Psammodromus algirus a., la zona di ovodeposizione di Caretta caretta, ed il sito in cui vivono numerose specie ed habitat di interesse conservazionistico, oggi riportati negli allegati delle Direttive Comunitarie 92/43 e 79/409.

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Accesso alla spiaggia dell’Isola dei Conogli

Il territorio protetto ha una superficie complessiva di 367, 6 Ha. La zona A comprende una parte significativa della fascia costiera meridionale dell’isola compresa tra il Vallone di Cala Greca (est) e il Vallone dell’Acqua (ovest). E’ caratterizzata dalla presenza dei grandi valloni che solcano il territorio fino al mare (vallone della Forbice, Dragutta, Tabaccara, Profondo e dell’Acqua) e dai sovrastanti pianori; dalla suggestiva spiaggia dell’isola dei Conigli e dall’omonimo isolotto; dalle aree rimboschite dall’Amministrazione Forestale Siciliana; e da una piccola area, esterna alla fascia costiera, in cui ricade la stazione di Centaurea acaulis.

La riserva naturale è stata affidata in gestione a Legambiente Sicilia, un’associazione ambientalista che opera nel territorio della Regione Sicilia come articolazione regionale di Legambiente Onlus, una delle più diffuse associazioni ambientaliste italiane con più di 1.000 gruppi locali e circa 110.000 soci.

Legambiente è riconosciuta dal 1987 dal Ministero dell’Ambiente ed inoltre fa parte del B.E.E. (Bureau Européen de l’Environment) e dell’I.U.C.N. (International Union for Conservation of Nature). Pubblica annualmente un rapporto sullo stato dell’ambiente in Italia, organizza numerose campagne di monitoraggio ambientale e di informazione (Goletta Verde, Mal’Aria, Treno Verde, Salvalarte, ecc.), promuove iniziative di volontariato, organizza attività ed iniziative di educazione e di sensibilizzazione ambientale (Festa dell’Albero, Puliamo il Mondo, Cento Strade per giocare, ecc.), contrasta con l’Osservatorio Ambiente e Legalità ed i Centri di Azione Giuridica le aggressioni all’ambiente e le violazioni alle norme ambientali, gestisce in Italia 20 oasi naturalistiche e numerosi centri di educazione ambientale. In Sicilia Legambiente è presente con oltre 40 circoli locali.

Dal 1996, tramite una specifica convenzione di affidamento, gestisce 6 riserve naturali istituite dalla Regione Siciliana tra cui la Riserva Naturale Orientata “Isola di Lampedusa”, occupandosi in primo luogo della tutela degli ambienti naturali, della riqualificazione e valorizzazione del territorio, della promozione della ricerca scientifica, della fruizione naturalistica e dell’educazione ambientale, della promozione dello sviluppo locale.

Legambiente Sicilia nel progetto “TERRAMARE” ha il duplice ruolo di associazione ambientalista e di ente gestore della Riserva Naturale “Isola di Lampedusa”. Si occupa direttamente della realizzazione di alcune specifiche azioni di tutela e valorizzazione degli ambienti naturali protetti e delle specie a rischio che ricadono all’interno della riserva naturale “Isola di Lampedusa” (il riorientamento della fruizione nella Spiaggia dei Conigli, il monitoraggio notturno della tartaruga marina, la realizzazione del centro visite sulle migrazioni dell’avifauna), curando non solo gli aspetti tecnici ma anche le connesse e contemporanee azioni di coinvolgimento e sensibilizzazione della comunità locale e dei turisti, attraverso la realizzazione di specifici incontri informativi, di attività ed eventi. Inoltre supporta il capofila nelle azioni di comunicazione (curando il ruolo di addetto stampa) e nelle azioni di gestione e coordinamento del progetto.

All’interno del progetto Legambiente Sicilia apporta da un lato l’esperienza tecnico-progettuale di quasi 20 anni di gestione della riserva naturale “Isola di Lampedusa”, dall’altro la sensibilità, l’entusiasmo ed il dinamismo caratteristici di una grande associazione ambientalista presente a livello nazionale e regionale, che opera nell’ambito della divulgazione e della sensibilizzazione ambientale.

Il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare

Iunipal Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) nasce nel 2011 in seguito all’unificazione del Dipartimento di Chimica e Fisica della Terra ed Applicazioni alle Georisorse e ai Rischi Naturali (CFTA), del Dipartimento di Ecologia (D.Eco.) e del Dipartimento di Geologia e Geodesia, e rappresenta per l’Università degli Studi di Palermo una struttura trainante per la didattica e ricerca finalizzate alla comprensione dei processi ecologici, alla conservazione e gestione degli ecosistemi marini e della loro biodiversità, all’individuazione di Parchi ed Aree Marine Protette.

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L’Università degli Studi di Palermo – ed in particolare il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare – apporterà al progetto la propria competenza tecnico-scientifica, assicurando un idoneo contributo specialistico ai vari aspetti ambientali del progetto (gli incontri informativi sull’inquinamento marino e sulle specie aliene invasive, la realizzazione della mostra espositiva sulle migrazioni della fauna marina) nonché fornendo testi descrittivi e divulgativi tematici per la realizzazione del portale web, dell’APP dedicata alla promozione della biodiversità delle Isole Pelagie, della promozione degli itinerari subacquei. In merito all’azione sulle specie aliene invasive il DiSTeM svolgerà alcune attività di monitoraggio e metterà a punto azioni informative e formative nel campo delle invasioni di specie aliene, attraverso processi partecipativi locali e tramite la predisposizione di una guida utile per un approccio “scientificamente corretto” al riconoscimento delle principali specie aliene presenti nelle acque dell’AMP “Isole Pelagie”.

Fondazione con il sud

fondazioneconilsudLa Fondazione CON IL SUD è un ente non profit privato nato nel novembre 2006 (come Fondazione per il Sud) dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno, ovvero favorire percorsi di coesione sociale per lo sviluppo.

La Fondazione sostiene interventi “esemplari” per l’educazione dei ragazzi alla legalità e per il contrasto alla dispersione scolastica, per valorizzare i giovani talenti e attrarre i “cervelli” al Sud, per la tutela e valorizzazione dei beni comuni (patrimonio storico-artistico e culturale, ambiente, riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie), per la qualificazione dei servizi socio-sanitari, per l’integrazione degli immigrati, per favorire il welfare di comunità.

La Fondazione CON IL SUD ha sostenuto 942 iniziative, tra cui la nascita delle prime 5 Fondazioni di Comunità del Mezzogiorno, coinvolgendo oltre 5.000 organizzazioni e circa 280 mila cittadini, soprattutto giovani, ed erogando complessivamente 166 milioni di euro.