Linosa, agosto 2017

A Linosa i volontari del progetto Terramare hanno  sensibilizzato i turisti ed i residenti su inquinamento marino e specie aliene.
Sono stati distribuiti ed affissi volantini nei principali esercizi commerciali e nei diving presenti sull’isola e distribuiti i portacenere.

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Volontari al lavoro in contrada Casotto. Raccolti diversi sacchi di rifiuti. Il mare e la costa sono beni comuni: evitiamo di lasciare rifiuti

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Proseguono le azioni del progetto "TERRAMARE" finanziato da Fondazione con il Sud

Il progetto Terramare prosegue le sue attività. A fine luglio sono state avviate le azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento dei turisti. L’attività è stata programmata nell’ambito di alcuni specifici incontri formativi che si sono svolti a Lampedusa nella sede dell’Area Marina Protetta con la Dr.ssa Paola Gianguzza del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (Università di Palermo) ed i giovani volontari della Croce Rossa Italiana di Lampedusa e della cooperativa sociale “Il Gabbiano” di Agrigento. A seguire sono state avviate le azioni (laboratori in spiaggia, materiali informativi, distribuzione posacenere in spiaggia, ecc.) per sensibilizzare i turisti sul tema dell’inquinamento marino e delle invasioni di specie aliene, che continueranno per tutto il mese di agosto. Il progetto “Terramare_Gestione integrata e solidale delle aree protette costiere delle Pelagie”, è finanziato da Fondazione con il Sud nell’ambito del bando Ambiente 2015. Non solo ambiente, altro tema fondamentale del progetto è quello delle migrazioni, del rispetto dei diritti umani e dell’accoglienza, nell’Arcipelago delle Pelagie che costituisce un simbolo di accoglienza e la porta di ingresso all’Europa per migliaia di migranti, mettendo in evidenza che la straordinarietà del patrimonio naturalistico delle Isole Pelagie (terrestre e marino) deriva dalla loro ubicazione geografica al centro del Mediterraneo e dal loro conseguente ruolo di confluenza di faune, flore ed esseri umani provenienti da 3 continenti (Europa, Africa, Asia).

Corso di Marine Pollution a Lampedusa

Un’esperienza importante e formativa, che ha preparato un bel gruppo di persone per concrete azioni di tutela e prevenzione. A fine marzo sì è svolto a Lampedusa il corso di Marine Pollution per la prevenzione e tutela dell’inquinamento marino e costiero, nell’ambito del progetto “Terramare_Gestione integrata e solidale delle aree protette costiere delle Pelagie”, finanziato da Fondazione con il Sud nell’ambito del bando Ambiente 2015. Obiettivo del corso è la creazione di una task force per interventi di pulizia delle coste in caso di spiaggiamento di idrocarburi. Il Mediterraneo è una delle aree maggiormente esposte al rischio di inquinamento da idrocarburi. Complessivamente, nelle acque del nostro prezioso mare transita il 20% di tutto il traffico mondiale di prodotti petroliferi, circa 360 milioni di tonnellate all’anno. Si stima che ogni anno, come conseguenza di incidenti o causa di attività operazionali, siano sversate nelle acque del Mare nostrum circa 400.000 tonnellate di idrocarburi. Le perdite o gli sversamenti di petrolio costituiscono un grave pericolo per gli ecosistemi marini e costieri, tanto più in contesto come quello mediterraneo, un bacino chiuso, in cui ogni giorno viaggiano 2000 traghetti, 1500 cargo, 2000 imbarcazioni commerciali di cui 300 navi cisterna. Inoltre, la presenza lungo le nostre coste di impianti di raffinazione e depositi di oli minerali amplifica il rischio che vengano sversati in mare prodotti petroliferi. Nel fronteggiare un’emergenza causata da sversamento di idrocarburi o altri inquinanti in mare con il conseguente spiaggiamento sulla costa, nel sistema complessivo di soggetti e di autorità che concorrono ai soccorsi, un ruolo fondamentale e di primaria importanza riguarda gli enti locali. Regioni, Province e Comuni si trovano a dove intervenire in situazioni molto delicate e complesse che presuppongono un’adeguata specializzazione per ridurre al minimo gli effetti dell’inquinamento sugli ecosistemi costieri. Essere adeguatamente preparati per fronteggiare questo tipo di emergenze è una priorità ed in tutte le attività volte alla salvaguardia delle nostre coste in caso di spiaggiamento di idrocarburi un ruolo fondamentale può essere svolto dal volontariato di protezione civile che, se adeguatamente formato, costituisce una risorsa insostituibile a sostegno delle autorità locali.
Il corso, quindi, ha affrontato nel dettaglio le problematiche relative alle diverse procedure di attività a seconda degli ipotetici scenari emergenziali e delle caratteristiche ambientali delle zone colpite.

Attività 2017

Fruizione costiera sostenibile

Riorientamento della fruizione nella Spiaggia dei Conigli

La Spiaggia dei Conigli a Lampedusa è un’area di estremo interesse naturalistico per la presenza di una tipica vegetazione costiera e per la regolare ovodeposizione della tartaruga marina Caretta caretta, specie a rischio di estinzione; purtroppo l’elevata pressione antropica a cui è sottoposta (è l’area di maggior richiamo turistico dell’Isola) causa diversi impatti ambientali. L’azione, finalizzata al contingentamento del numero di accessi attraverso la collocazione di sensori per il monitoraggio automatico dei flussi di visitatori, è prevista nel Piano di Gestione “Isole Pelagie” e nell’Accordo di Programma per la rete ecologica siciliana. L’azione è stata realizzata solo in parte dalla Riserva Naturale / Legambiente, che ha attivato il monitoraggio della fruizione balneare sulla spiaggia tramite personale interno da metà luglio ai primi di settembre; l’attività ha previsto il censimento delle presenze sulla spiaggia dei Conigli e il conteggio degli ombrelloni utilizzati in spiaggia nelle ore di punta in modo da contribuire a determinare l’effettivo carico antropico sul sito ed individuare misure per il contingentamento. Nel periodo considerato sono state rilevate 17.160 presenze (con un massimo giornaliero di 2.290 presenze in entrata ed un picco massimo di presenze di 1.219).

L’azione, attualmente in corso, prevede l’acquisizione di beni e materiali il cui iter amministrativo da parte dell’Area Marina Protetta (tabelle e pannelli) e della Riserva / Legambiente (contapassi) è già stato avviato.

Presìdi notturni per il monitoraggio e la tutela dell’ovodeposizione della tartaruga marina Caretta caretta

Le Pelagie sono l’unico sito italiano in cui si verifica la regolare ovodeposizione della tartaruga marina Caretta caretta; la specie è a rischio di estinzione nel bacino del Mediterraneo, e tra i suoi più importanti fattori di minaccia (oltre alla pesca e alla navigazione di diporto) si registrano l’elevata pressione balneare nelle spiagge e il disturbo apportato ai nidi e alle uova, che vengono deposte nella sabbia da giugno a settembre. L’azione prevede di realizzare dei presìdi di giovani locali per il monitoraggio notturno dell’ovodeposizione, per evitare i possibili impatti e tutelare la specie. L’azione verrà svolta da Legambiente a Lampedusa e dal CTS a Linosa.

L’azione è stata avviata e conclusa sia a Lampedusa (da parte di Legambiente – Riserva Naturale) che a Linosa (da parte di CTS). L’ estate 2016 è stata una stagione straordinaria per l’ovodeposizione delle tartarughe nel Mediterraneo: in particolare si sono verificati 9 nidi a Lampedusa (di cui 5 sulla Spiaggia dei Conigli, 2 a Cala Pisana e 2 a Cala Croce) e 5 a Linosa, che grazie al presidio garantito dal progetto Terramare è stato possibile monitorare e controllare per la durata dell’incubazione.

Lampedusa: sono stati coinvolti n. 3 operatori da metà giugno a fine 20 agosto. Gli operatori, preventivamente formati ed assistiti in via ordinaria dal personale della Riserva Naturale gestita da Legambiente, hanno trascorso tutte le notti del periodo interessato sulla spiaggia dell’Isola dei Conigli. Nel corso della stagione sono stati rinvenuti 5 nidi e sono stati raccolti i seguenti dati: misurazione del carapace (lunghezza e larghezza) della femmina nidificante, misurazione delle tracce (lunghezza totale, larghezza, punto di massima distanza dal mare), tempi relativi alle varie fasi di deposizione (scavo della camera delle uova, deposizione, copertura e camuffamento del nido, ecc.); inoltre gli operatori, insieme al personale della Riserva, hanno supportato le attività di traslocazione delle uova (ove necessario) per garantire condizioni più idonee allo sviluppo delle uova. Ogni nido deposto è stato protetto recintato e segnalato, inoltre si è provveduto a creare un’area di rispetto delimitando un ulteriore spazio intorno ai nidi con corde e paletti. I nidi deposti sono stati sorvegliati durante tutto il tempo di incubazione, che a Lampedusa dura circa due mesi; gli operatori hanno anche prestato assistenza al personale della Riserva Naturale durante gli eventi di schiusa: 326 piccoli emersi

Linosa: sono stati coinvolti n. 2 operatori nel periodo 20 giugno-20 agosto. Gli operatori, preventivamente formati ed assistiti dal personale del CRTM di Linosa, hanno trascorso tutte le notti del periodo compreso tra il 20 giugno ed il 20 agosto sulla spiaggia Pozzolana di Ponente. Nel corso della stagione sono stati rinvenuti 5 nidi, sono state marcate due nuove femmine nidificanti e si è data assistenza ai 326 piccoli emersi

locandina-pulizia-pulcino

Parte nelle Isole Pelagie il progetto “TERRAMARE” finanziato da Fondazione con il Sud

home_conilsudLa gestione integrata delle aree protette costiere, mettendo in rete la riserva naturale “Isola di Lampedusa” che tutela le aree terrestri dell’isola, e l’area marina protetta “Isole Pelagie” che tutela gli ambiti marini delle due isole.

E’ questo uno degli obiettivi del progetto “Terramare_Gestione integrata e solidale delle aree protette costiere delle Pelagie”, finanziato da Fondazione con il Sud nell’ambito del bando Ambiente 2015. Al progetto partecipano in qualità di partner l’Area Marina Protetta “Isole Pelagie” gestita dal Comune di Lampedusa e Linosa, la Riserva Naturale “Isola di Lampedusa” gestita da Legambiente Sicilia, l’Università di Palermo – Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare, la Croce Rossa Italiana di Lampedusa, il CTS – Centro Turistico Studentesco gestore del Centro Recupero Tartarughe Marine di Linosa. Capofila è la cooperativa sociale “Il Gabbiano” di Agrigento.

Non solo ambiente, altro tema fondamentale del progetto è quello delle migrazioni, del rispetto dei diritti umani e dell’accoglienza, nell’Arcipelago delle Pelagie che costituisce un simbolo di accoglienza e la porta di ingresso all’Europa per migliaia di migranti, mettendo in evidenza che la straordinarietà del patrimonio naturalistico delle Isole Pelagie (terrestre e marino) deriva dalla loro ubicazione geografica al centro del Mediterraneo e dal loro conseguente ruolo di confluenza di faune, flore ed esseri umani provenienti da 3 continenti (Europa, Africa, Asia).