Proseguono le attività relative al Progetto Terramare

Proseguono le attività relative al Progetto Terramare: 8 ragazzi ospiti della comunità Don Bosco, gestita dalla Cooperativa Il Gabbiano di Agrigento, sono in visita a Lampedusa per svolgere alcune attività insieme agli altri partner di progetto. Venerdì, 22 giugno,  il primo incontro presso la sede della Riserva Naturale “Isola di Lampedusa”, dove Legambiente ha raccontato  le particolarità naturalistiche dell’isola e le attività che svolge come Ente Gestore della riserva. Sempre insieme a Legambiente, nella mattina di sabato, 23 giugno, è stata realizzata la pulizia della fascia di pre-riserva, da Cala Galera all’isola dei Conigli. Nei prossimi giorni sono previste anche attività di informazione e sensibilizzazione presso le diverse spiagge dell’isola, per far conoscere a turisti e visitatori gli obiettivi del Progetto. Martedì 26 giugno si svolgerà invece un altro intervento di pulizia, lungo una fascia costiera ricadente sia all’interno della Riserva Naturale che dell’Area Marina Protetta. In questi giorni i ragazzi avranno anche modo di conoscere altre realtà ed associazioni dell’isola: hanno già fatto visita agli orti urbani, dove è in corso il progetto P’Orto di Lampedusa dell’associazione Terra!Onlus, e alla Biblioteca per ragazzi e bambini, dove sono state fatte alcune letture di gruppo dei Silent Book.

Linosa, agosto 2017

A Linosa i volontari del progetto Terramare hanno  sensibilizzato i turisti ed i residenti su inquinamento marino e specie aliene.
Sono stati distribuiti ed affissi volantini nei principali esercizi commerciali e nei diving presenti sull’isola e distribuiti i portacenere.

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Volontari al lavoro in contrada Casotto. Raccolti diversi sacchi di rifiuti. Il mare e la costa sono beni comuni: evitiamo di lasciare rifiuti

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Proseguono le azioni del progetto "TERRAMARE" finanziato da Fondazione con il Sud

Il progetto Terramare prosegue le sue attività. A fine luglio sono state avviate le azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento dei turisti. L’attività è stata programmata nell’ambito di alcuni specifici incontri formativi che si sono svolti a Lampedusa nella sede dell’Area Marina Protetta con la Dr.ssa Paola Gianguzza del Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (Università di Palermo) ed i giovani volontari della Croce Rossa Italiana di Lampedusa e della cooperativa sociale “Il Gabbiano” di Agrigento. A seguire sono state avviate le azioni (laboratori in spiaggia, materiali informativi, distribuzione posacenere in spiaggia, ecc.) per sensibilizzare i turisti sul tema dell’inquinamento marino e delle invasioni di specie aliene, che continueranno per tutto il mese di agosto. Il progetto “Terramare_Gestione integrata e solidale delle aree protette costiere delle Pelagie”, è finanziato da Fondazione con il Sud nell’ambito del bando Ambiente 2015. Non solo ambiente, altro tema fondamentale del progetto è quello delle migrazioni, del rispetto dei diritti umani e dell’accoglienza, nell’Arcipelago delle Pelagie che costituisce un simbolo di accoglienza e la porta di ingresso all’Europa per migliaia di migranti, mettendo in evidenza che la straordinarietà del patrimonio naturalistico delle Isole Pelagie (terrestre e marino) deriva dalla loro ubicazione geografica al centro del Mediterraneo e dal loro conseguente ruolo di confluenza di faune, flore ed esseri umani provenienti da 3 continenti (Europa, Africa, Asia).

Corso di Marine Pollution a Lampedusa

Un’esperienza importante e formativa, che ha preparato un bel gruppo di persone per concrete azioni di tutela e prevenzione. A fine marzo sì è svolto a Lampedusa il corso di Marine Pollution per la prevenzione e tutela dell’inquinamento marino e costiero, nell’ambito del progetto “Terramare_Gestione integrata e solidale delle aree protette costiere delle Pelagie”, finanziato da Fondazione con il Sud nell’ambito del bando Ambiente 2015. Obiettivo del corso è la creazione di una task force per interventi di pulizia delle coste in caso di spiaggiamento di idrocarburi. Il Mediterraneo è una delle aree maggiormente esposte al rischio di inquinamento da idrocarburi. Complessivamente, nelle acque del nostro prezioso mare transita il 20% di tutto il traffico mondiale di prodotti petroliferi, circa 360 milioni di tonnellate all’anno. Si stima che ogni anno, come conseguenza di incidenti o causa di attività operazionali, siano sversate nelle acque del Mare nostrum circa 400.000 tonnellate di idrocarburi. Le perdite o gli sversamenti di petrolio costituiscono un grave pericolo per gli ecosistemi marini e costieri, tanto più in contesto come quello mediterraneo, un bacino chiuso, in cui ogni giorno viaggiano 2000 traghetti, 1500 cargo, 2000 imbarcazioni commerciali di cui 300 navi cisterna. Inoltre, la presenza lungo le nostre coste di impianti di raffinazione e depositi di oli minerali amplifica il rischio che vengano sversati in mare prodotti petroliferi. Nel fronteggiare un’emergenza causata da sversamento di idrocarburi o altri inquinanti in mare con il conseguente spiaggiamento sulla costa, nel sistema complessivo di soggetti e di autorità che concorrono ai soccorsi, un ruolo fondamentale e di primaria importanza riguarda gli enti locali. Regioni, Province e Comuni si trovano a dove intervenire in situazioni molto delicate e complesse che presuppongono un’adeguata specializzazione per ridurre al minimo gli effetti dell’inquinamento sugli ecosistemi costieri. Essere adeguatamente preparati per fronteggiare questo tipo di emergenze è una priorità ed in tutte le attività volte alla salvaguardia delle nostre coste in caso di spiaggiamento di idrocarburi un ruolo fondamentale può essere svolto dal volontariato di protezione civile che, se adeguatamente formato, costituisce una risorsa insostituibile a sostegno delle autorità locali.
Il corso, quindi, ha affrontato nel dettaglio le problematiche relative alle diverse procedure di attività a seconda degli ipotetici scenari emergenziali e delle caratteristiche ambientali delle zone colpite.