AMP “ISOLE PALEGIE”, ente gestore Comune di Lampedusa e Linosa

area-marina-protettaL’Arcipelago delle Pelagie, “isole d’alto mare”, è situato nel Canale di Sicilia e si affaccia nel grande Golfo della Sirte, ad una distanza di 105 miglia marine (195 km) dalle coste della Sicilia e 65 miglia marine (120 km) da quelle della Tunisia. Lampedusa è la più grande delle isole dell’Arcipelago delle Pelagie con un estensione di 20,2 kmq e uno sviluppo costiero di 36 km; Linosa è d’origine vulcanica estesa per 5,3 kmq compresi nel perimetro di circa 11 km. Lampione è un isolotto disabitato con superficie di circa 1,2 kmq.
L’isola di Lampedusa è un tavolato calcareo digradante da Nord-Ovest a Sud-Est; la costa settentrionale è alta e scoscesa, caratterizzata da falesie, mentre quella orientale e meridionale si presenta molto frastagliata con alternanza di falesie, ripe e piccole spiagge sabbiose  (cale). Il paesaggio di Linosa è caratterizzato da tre monti che delimitano una conca centrale detta “fossa del cappellano”, fondo craterico residuo di un più grande e complesso vulcano. I principali coni vulcanici tuttora esistenti e inattivi sono Monte Nero a ovest (106 m), Monte Vulcano a sud-est (195 m), Monte Rosso a nord-est (186 m). Lampione è un isolotto calcareo, inclinato, con scogliere a picco sul mare che raggiungono un’altezza massima di 36 metri.
L’Area Marina Protetta Isole Pelagie interessa le tre isole e riguarda un’area di 4.136 ettari. La sua storia inizia nel 2002, anno di istituzione, e fonda il proprio obiettivo prioritario nella protezione della flora, la vegetazione marina, la fauna con particolare riguardo a rettili e mammiferi marini e nella tutela delle risorse biologiche e geomorfologiche dell’area.
Custodisce un patrimonio per la biodiversità del Mediterraneo e

L’Arcipelago delle Pelagie, “isole d’alto mare”, è situato nel Canale di Sicilia e si affaccia nel grande Golfo della Sirte, ad una distanza di 105 miglia marine (195 km) dalle coste della Sicilia e 65 miglia marine (120 km) da quelle della Tunisia. Lampedusa è la più grande delle isole dell’Arcipelago delle Pelagie con un estensione di 20,2 kmq e uno sviluppo costiero di 36 km; Linosa è d’origine vulcanica estesa per 5,3 kmq compresi nel perimetro di circa 11 km. Lampione è un isolotto disabitato con superficie di circa 1,2 kmq.
L’isola di Lampedusa è un tavolato calcareo digradante da Nord-Ovest a Sud-Est; la costa settentrionale è alta e scoscesa, caratterizzata da falesie, mentre quella orientale e meridionale si presenta molto frastagliata con alternanza di falesie, ripe e piccole spiagge sabbiose (cale). Il paesaggio di Linosa è caratterizzato da tre monti che delimitano una conca centrale detta “fossa del cappellano”, fondo craterico residuo di un più grande e complesso vulcano. I principali coni vulcanici tuttora esistenti e inattivi sono Monte Nero a ovest (106 m), Monte Vulcano a sud-est (195 m), Monte Rosso a nord-est (186 m). Lampione è un isolotto calcareo, inclinato, con scogliere a picco sul mare che raggiungono un’altezza massima di 36 metri.

L’Area Marina Protetta Isole Pelagie interessa le tre isole e riguarda un’area di 4.136 ettari. La sua storia inizia nel 2002, anno di istituzione, e fonda il proprio obiettivo prioritario nella protezione della flora, la vegetazione marina, la fauna con particolare riguardo a rettili e mammiferi marini e nella tutela delle risorse biologiche e geomorfologiche dell’area.
Custodisce un patrimonio per la biodiversità del Mediterraneo e un baluardo per la tutela delle specie d’importanza conservazionistica quali i cetacei Tursiops truncatus (tursiope), Delphinus delphis (delfino comune), Stenella coeruleoalba (stenella) e Balaenoptera physalus (balenottera comune) e le tartarughe marine della specie Caretta caretta che regolarmente nidificano sulle spiagge di Lampedusa (Spiaggia dell’Isola dei Conigli) e Linosa (Spiaggia di Pozzolana di Ponente). Nelle acque che circondano l’isolotto di Lampione da diversi anni è documentata la presenza stagionale estiva dello squalo grigio (Carcharhinus plumbeus).
Le Isole Pelagie, per la loro posizione geografica al centro del Mediterraneo, sono un punto di unione e convivenza di flore e faune del bacino orientale, più caldo, e di quello occidentale, influenzato dalle correnti atlantiche. Le tre isole concentrano una diversificazione di habitat marino costieri di grande importanza ecologica. Il paesaggio subacqueo è definito da vaste praterie di Posidonia oceanica ben sviluppata, e in buono stato di conservazione; sopra le foglie di Posidonia vivono gruppi di salpe e castagnole; sul fondale roccioso è facile osservare diverse specie di labridi (donzella, donzella pavonina, tordo pavone etc.), sparidi (sarago maggiore, sarago fasciato, orata, occhiata etc.), pesci pappagallo, triglie e piccoli serranidi come lo sciarrano e la perchia già a bassa profondità. Altrettanto comuni sono i pesci di grossa taglia come le cernie, le leccie stelle, le ricciole e pesci di tana come murene e gronghi. In profondità le pareti rocciose sono colonizzate da bellissimi spirografi, ricci diadema, falsi coralli e madrepore pagnotta e abitate da magnose, paguri, vermocani e nudibranchi.

Il litorale è disseminato di grotte: molto interessanti sono le decine di grotte semisommerse dov’è facile vedere le madrepore arancioni della specie Astroides calycularis a pochi centimetri di profondità. In immersione si possono apprezzare le numerose grotte popolate da spugne e alghe calcaree, le aragoste e i trigoni.

Il Comune di Lampedusa e Linosa ha avuto affidata nel 2003 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare la gestione dell’Area Marina Protetta “Isole Pelagie”, che persegue le seguenti finalità:
a) protezione ambientale dell’area marina, della flora, della fauna e della vegetazione marina (con particolare riguardo ai mammiferi e rettili);
b) tutela e valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona;
c) diffusione e divulgazione della conoscenze sull’ecologia e la biologia degli ambienti marini e costieri dell’area marina protetta;
d) promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con i valori naturalistici ed ambientali dell’area, anche privilegiando le attività tradizionali locali già presenti. Nell’ambito dell’azione di promozione di uno sviluppo compatibile con le predette finalità, la disciplina delle attività relative alla canalizzazione dei flussi turistici, alle visite guidate e ai mezzi di trasporto collettivi potrà prevedere che le predette attività vengano svolte prioritariamente o esclusivamente dai cittadini residenti e da imprese aventi sede nel Comune ricadente nell’area marina protetta.
L’Area Marina Protetta “Isole Pelagie” svolge regolarmente attività di vigilanza dello stato di salute degli ambienti marini e degli impatti provocati dalle attività antropiche (pressione nautica e balneare, attività di pesca) ed effettua in collaborazione con Università ed Enti di ricerca programmi di studio nei settori dell’ecologia, della biologia marina e della tutela ambientale.

Nel progetto “TERRAMARE” il Comune Ente Gestore dell’Area Marina Protetta “Isole Pelagie” è direttamente coinvolto nelle azioni di strutturazione e tutela dell’area marina protetta, ed in particolare nella realizzazione degli itinerari subacquei, nel coordinamento delle azioni per il riorientamento della fruizione balneare verso forme compatibili nelle spiagge dell’isola, nella realizzazione della mostra espositiva sulle migrazioni della fauna marina. Inoltre il Comune provvederà all’acquisto dei materiali e delle attrezzature per la gestione del rischio ambientale costiero, che verranno poi affidate ai gruppi operativi locali, e alla sistemazione dell’infopoint ubicato all’accesso della Baia dei Conigli. Il Comune apporterà nel progetto il proprio duplice ruolo di ente gestore di area naturale protetta (con un’esperienza ormai più che decennale) e di amministrazione comunale direttamente coinvolta nelle azioni di coinvolgimento della comunità locale e di promozione di sviluppo sostenibile locale, supportando il capofila nelle azioni di coordinamento e gestione.

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